L’arte oltre i confini: le classi seconde e gli studenti del Bachillerato di Valencia a lezione da Giuliano Ravazzini

Cosa spinge un artista a scegliere il fango invece del marmo? E come può un simbolo antico parlare ai giovani di oggi? A queste domande hanno cercato risposta le classi 2D, 2E e 2F, protagoniste di un incontro didattico speciale con l'artista Giuliano Ravazzini nell’ambito della mostra "Mimesi”, allestita presso il Museo Diocesano di Reggio Emilia. L’esposizione, curata da Rossana Merli, propone un dialogo contemporaneo sul simbolo della croce, invitando gli studenti a una riflessione profonda sulla materia e sul senso del sacro.
Accompagnati direttamente dall'artista, i ragazzi hanno esplorato due opere chiave che sfidano la percezione del tempo. La Croce di Greccio, situata nella suggestiva Cripta della Cattedrale, ha colpito per la sua capacità di evocare il passato senza figure umane, puntando sulla forza della struttura lignea. Parallelamente, l'opera "Ex Nihilo", realizzata con argilla e materiali di recupero fluviale, ha aperto una riflessione sulla precarietà e sul legame profondo con il territorio reggiano, dalle sponde dei fiumi alle colline di Baiso dove Ravazzini vive e lavora.
Il confronto, guidato dalla prof.ssa Paola Panciroli, si è concentrato sui due pilastri della ricerca dell'autore: l'ispirazione e la scelta dei materiali. Ravazzini ha spiegato come il legno di obeche, il pioppo, l'argilla e le fibre vegetali non siano semplici supporti, ma testimoni silenziosi che portano con sé il peso del tempo. Gli studenti hanno così compreso come un'opera nasca da un "corpo a corpo" con la materia naturale e dalla volontà di far parlare i luoghi in modo nuovo. Questo racconto ha spinto gli alunni a condividere i propri temi ispirazionali: la casa di campagna, la musica, i libri o gli incontri personali.
L’incontro ha assunto inoltre una dimensione europea grazie alla partecipazione di Paula, Rui e Sebastian, tre studenti del liceo spagnolo IES Camp de Túria di Valencia. I ragazzi, che frequentano il "Bachillerato Artístico", si trovano nel nostro istituto per un percorso Erasmus di approfondimento. La loro presenza ha arricchito il dibattito, dimostrando come il linguaggio dell’arte superi ogni confine geografico per diventare un terreno comune di riflessione estetica, spirituale e umana.
